La pietra saponaria

“Non date soldi, ma offrite educazione” è il motto di Undugu Society, produttore di pietra saponaria.

La pietra saponaria, il cui nome tecnico è “steatite”, è una roccia composta principalmente da talco: per questo motivo è facilmente lavorabile, mentre gli altri minerali che la compongono ne garantiscono la compattezza e la durabilità.

Il Kenya è la maggiore riserva mondiale di Pietra Saponaria, che infatti è conosciuta anche con il nome di “Pietra di Kisii”, dal nome della città di Kisii, dove si concentra in grandi quantità.

Le fasi della lavorazione

Tutta la lavorazione della pietra saponaria è manuale: la pietra viene estratta dalle cave e subito bagnata per renderla morbida e lavorabile.

Una volta asciutta, è il momento della rifinitura, che viene fatta a graffito (ovvero ad incisione) o a cera, per esaltare in questo modo le venature e i colori naturali (che solitamente vanno dall’avorio, al grigio-verde, al rosa o al marrone). La pietra saponaria è anche facilmente colorabile, per questo motivo è possibile trovarla spesso con disegni o multicolor.

Utilizzi

La pietra saponaria è resistente al fuoco e non si deteriora a contatto con le alte temperature, per questo motivo può essere impiegata anche nella produzione di stufe.

In bottega si possono trovare molti manufatti in pietra saponaria, principalmente artigianato rivolto alla regalistica o alle occasioni: è infatti richiestissima per le bomboniere!

Produttori

I due principali produttori della pietra saponaria che trovate nelle botteghe sono Undugu Society e Smolart, entrambe organizzazioni kenyote.

  • Undugu Society e Undugu FairTrade Limited

Undugu Society è una ONG nata in Kenya e attiva dagli anni Settanta, che nel 2010 ha formato la Undugu FairTrade Limited: un’unità di Commercio Equo per garantire un rapporto continuativo con il mercato internazionale.

Lo scopo principale di Undugu è assistere i bambini e le famiglie delle zone rurali e delle baraccopoli di Nairobi, in Kenya, e migliorare le loro condizioni di vita. L’artigianato commerciato equamente, è una soluzione che offre un reddito dignitoso ai genitori garantisce in questo modo la scolarizzazione a molti bambini.

  • Smolart Self Help Group

Smolart Self Help Group nasce nel 1993 su iniziativa di un gruppo di artisti di Tabaka, un villaggio a 400 km da Nairobi, nella regione del Kisii, conosciuta per essere ricca di cave di pietra saponaria.

Nel 1994 Smolart viene registrata come membro WFTO (associazione internazionale di Commercio Equo), oggi conta 200 associati di cui il 60% donne e attraverso i canali del Commercio Equo riesce ad esportare e vendere l’80% della propria produzione.

Simile nella forma ad una cooperativa‚ destina gli utili a migliorare le condizioni sanitarie e favorire l’istruzione.